In Eventi

16-17.09.2022, h 16.00 [in presenza] Diversità e professioni di cura, Palazzo di Sociologia, Trento

Palazzo di Sociologia – Via Verdi 26, Trento, Aula Kessler

Convegno organizzato dal dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive e il dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento insieme all’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Trentino Alto Adige

Link per prenotazione: Registrazione
Scadenza prenotazioni: 5 settembre 2022, 23:59

Evento accreditato con 5 crediti formativi


Programma

16 settembre 2022

16:00 – 16:30 Saluti istituzionali
Giuseppe Sciortino, Direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale
Jeroen Vaes, Direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienza Cognitive
Anna Giacomuzzi, Albo educatori professionali di Trento
Ivano Winterle, per l’Ordine degli assistenti sociali TAA

16:30 – 18:30 Tavola rotonda
Remo Job, Università di Trento
Walter Lorenz, Università di Bolzano
Barbara Poggio, Università di Trento
Wilma Di Napoli, APSS Trento
Carlo Scovino, educatore professionale, ANEP
Conduce Silvia Fargion, Università di Trento

17 settembre 2022

09:00 – 09:30 Registrazione

09:30 – 11:30 Workshop: 6 sessioni parallele

1. Sostegno all’inclusione scolastica e riconoscimento della diversità
La scuola ha il compito di trasmettere delle conoscenze. Deve anche fare in modo che gli individui si sentano parte di una stessa comunità sulla base di un minimo comune denominatore di regole, di valori e di criteri di convivenza. Con la crescita della diversità del corpo studentesco, la scuola si trova a dover realizzare un grande salto di qualità nella coscienza culturale, morale e sociale. La scuola è in grado trasformare la diversità in ricchezza? Quale contributo possono dare educatori professionali e assistenti sociali all’inclusione scolastica?

2. Adolescenti e giovani adulti: le nuove forme di disagio sociale
La pandemia ha portato scompigli e scompensi in tutte le fasce d’età. Negli ultimi anni, il distanziamento sociale, le regole da seguire negli spazi chiusi, la socialità con il contagocce, la paura e l’incertezza hanno creato delle nuove regole – e forse nuovi, inesplorati disagi – per gli adolescenti. Come stanno uscendo dalla pandemia i giovani? Quali sono gli strumenti conoscitivi che gli operatori utilizzano – o dovrebbero utilizzare – per rapportarsi a queste nuove forme di disagio? Quali nuove competenze sono richieste?

3. Diversità culturale nei servizi residenziali
I servizi residenziali sono, da molti anni a questa parte, diventati il terreno stesso della diversità: comunità alloggio e comunità terapeutiche si trovano quotidianamente a fronteggiare le questioni che si aprono nella convivenza in contesti di diversità culturale. Come rispondono gli operatori a queste crescenti diversità con le quali interagiscono? Quali sono gli strumenti e le buone pratiche che adottano perché la diversità possa essere percepita come una ricchezza ed una fonte per una crescita?

4. Disabilità
La disabilità è democratica: non discrimina tra passaporti, provenienze, orientamenti. Eppure, non tutte le persone rimangono uguali nell’esperienza della disabilità e nell’accesso ai servizi di supporto alla disabilità. Come relazionarsi alla disabilità quando questa si intreccia con differenze culturali? Quali strumenti hanno a disposizione gli operatori e le operatrici per costruire un percorso di accompagnamento alla disabilità in contesti culturalmente diversi?

5. Anziani e le diversità delle quali non si parla ancora
L’Italia, come molti paesi occidentali, si trova ad affrontare il problema dell’invecchiamento e del decremento di natalità, senza aver messo in atto una serie di politiche a sostegno delle famiglie. Questi problemi riguardano anche chi in Italia ci vive, ma magari italiano di nascita non è. Anche gli immigrati, infatti, invecchiano, si ammalano, hanno (sempre meno) figli. Quando si parla di terza e di quarta età, ci si riferisce raramente agli immigrati. Dove vanno gli immigrati quando invecchiano? Li troviamo nelle RSA? E nei reparti ospedalieri? Quali sfide future possiamo immaginare gli operatori affronteranno in riferimento alla popolazione straniera che invecchia? Quali risposte dovrebbero arrivare dai servizi?

6. Diversità nei servizi a bassa soglia
I servizi per le persone senza fissa dimora e l’educativa di strada sono solo due esempi di servizi a bassa soglia che vedono coinvolti i professionisti dell’area sociale e dell’educazione professionale. Negli ultimi anni, complice anche il cambiamento avvenuto nell’accoglienza, questi servizi hanno visto una crescente presenza di utenza particolarmente con particolari fragilità e bisogni. Quali sono le problematiche emergenti dal punto di vista di chi opera? Gli operatori come si relazionano a questa utenza? Ci sono delle buone pratiche efficaci? Quali possibili obiettivi di inclusione si possono perseguire in questo ambito?

11:30 – 12.00 Coffee break

12:30 – 13:00 Chiusura dei lavori