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In ricordo di Gigliola Margonari

Il giorno di Natale si è spenta Gigliola Margonari, un nome e una figura che magari evocano poco alle nuove generazioni di assistenti sociali, ma che è rimasta un faro e un riferimento in campo professionale per le tante/i assistenti sociali che muovevano i primi passi negli anni ’80-’90.

Importante il suo contributo al momento di avviare nella provincia di Trento una sperimentazione del lavoro sul territorio nei distretti socio-sanitari dei Comprensori: già si organizzava l’assistenza domiciliare per le persone adulte e anziane mentre la competenza relativa agli interventi sui minori (a quel tempo ancora divisi per categorie) era ancora accentrata a Trento e i sussidi economici venivano erogati direttamente dalla Provincia; Gigliola, in veste di Responsabile provinciale del settore assistenziale, era in quegli anni il nostro diretto superiore, ci supervisionava e ci aiutava a gestire le vicende familiari complesse e di quotidiana povertà (economica, di relazioni, di educazione, ecc.) con le quali noi giovani assistenti dovevamo misurarci quotidianamente.

Severa e indulgente allo stesso tempo quando si trattava di decidere la forma di intervento a favore della persona o famiglia disagiata, ci spronava a prenderci la nostra responsabilità nei confronti della persona che chiedeva sostegno e aiuto, e lo si doveva fare secondo precisi canoni professionali (a quel tempo non avevamo ancora il codice deontologico ma la professione muoveva i primi passi verso il riconoscimento giuridico).

Rimarranno in eredità i suoi insegnamenti che, seppur lontani dai tempi odierni, noi abbiamo trasferito nel nostro lavoro quotidiano di assistenti sociali e con la nostra esperienza abbiamo concorso a trasmettere fino a oggi la sua preziosa testimonianza.

Grazie Gigliola!

 Le assistenti sociali che l’hanno conosciuta e hanno lavorato con lei