Libera professione

La professione di Assistente sociale viene svolta prevalentemente nella forma di lavoro dipendente. 
Tuttavia sono sempre più frequenti le ipotesi in cui essa si esplica come attività autonoma, nella forma libero-professionale.
In queste brevi note si intende offrire una panoramica sugli adempimenti relativi all’avvio dell’attività di Assistente sociale in forma individuale, svolta in modo abituale ed autonomo.
L’Assistente sociale che intende svolgere la propria attività in modo abituale ed autonomo ha l’obbligo di richiedere l’apertura della Partita IVA e di porre in essere tutti gli adempimenti conseguenti.
La professione è esercitata in modo autonomo quando l’attività è svolta nei confronti di diversi committenti, senza vincolo di subordinazione, attraverso una propria organizzazione di mezzi e del lavoro ed in modoabituale quando gli atti attraverso cui si estrinseca l’attività sono svolti con regolarità e sistematicità. Nel momento in cui i requisiti suddetti vengono a coesistere nasce l’obbligo dell’apertura della Partita IVA. 
Nel caso degli Assistenti sociali che esercitano la propria attività in qualità di dipendenti, l’obbligo di apertura della Partita IVA sussiste solo nel caso in cui, compatibilmente con il rapporto di lavoro subordinato, l’Assistente sociale svolga anche collaborazioni che, per il numero, la rilevanza economica e la frequenza, facciano ritenere che stia svolgendo anche una attività libero professionale. Occorre pertanto procedere all’analisi caso per caso.
Come detto, l’Assistente sociale che intende svolgere la professione in modo autonomo ed abituale deve, entro e non oltre 30 giorni dall’inizio dell’attività professionale, effettuare specifici adempimenti, ossia:

  1. presentare all’Agenzia delle Entrate competente per territorio, la richiesta di attribuzione del numero di Partita IVA;
  2. eseguire l’iscrizione alla gestione separata dell’INPS (poiché gli Assistenti sociali sono privi di apposita Cassa di previdenza);
  3. facoltativamente aprire una posizione INAIL.

Per richiedere l’attribuzione del numero di Partita IVA occorre compilare e presentare all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/11, scaricabile dal sito ufficiale dell’Agenzia. Per quanto concerne la compilazione del modello, oltre ai dati anagrafici, il professionista deve specificare il tipo di attività professionale svolta, il luogo in cui si esercita l’attività, il luogo in cui sono conservati i documenti ed i registri contabili, nonché il regime fiscale che si intende applicare (regime ordinario, semplificato o regime dei minimi).
Il modello AA9/11 compilato deve essere presentato secondo una delle seguenti modalità:

  1. in duplice esemplare direttamente (o tramite persona delegata) a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  2. in unico esemplare a mezzo servizio postale, mediante raccomandata, allegando copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante, da inviare a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  3. in via telematica direttamente dal contribuente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica (c.d. intermediari abilitati).

Gli Assistenti sociali, inoltre, poiché privi di un’autonoma Cassa di previdenza hanno l’obbligo di iscriversi alla gestione separata dell’INPS (Legge 335/1995).
La domanda di iscrizione deve essere presentata all’INPS utilizzando il modello disponibile sul sito dell’Ente nella sezione modulistica. Nel modello vanno specificati i propri dati anagrafici, il codice fiscale, il tipo di attività svolta nonché la data di inizio di attività. Per il professionista la sede INPS competente sulla domanda di iscrizione si individua in base all’indirizzo di residenza.
La presentazione del modello può essere effettuata alternativamente con invio per posta o mediante invio telematico. In quest’ultimo caso l’Assistente sociale può effettuare l’invio personalmente, chiedendo, preventivamente, all’INPS il rilascio di un PIN (tramite la procedura che si trova sul sito dell’INPS), o avvalendosi dell’attività di intermediari abilitati.
Da ultimo si sottolinea che, in generale, i professionisti non sono obbligati ad iscriversi all’INAIL e la sottoscrizione di una assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali è una scelta individuale. 
Di seguito si offre una panoramica sulla disciplina fiscale applicabile al professionista e sulle modalità di determinazione e versamento delle imposte, ponendo particolare attenzione ai c.d. regimi fiscali semplificati.

Regime ordinario

Il professionista determina autonomamente le imposte da versare.
Il reddito professionale, che sommato agli altri redditi costituisce la base imponibile dell’IRPEF, si determina per differenza tra i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio della professione. Si sottolinea che i compensi e le spese rilevano soltanto se effettivamente incassati e pagati, indipendentemente dalla data risultante dalla fattura. Va detto che l’IRPEF non ha un’unica aliquota, ma è articolata in scaglioni. Pertanto l’imposta da versare varia in funzione dell’ammontare del reddito complessivo (somma del reddito professionale e altri redditi percepiti dal soggetto). I compensi del professionista sono assoggettati a ritenuta d’acconto del 20%, da scomputarsi in sede di versamento dell’imposta a saldo.
Per quanto concerne l’IVA, l’importo da versare (mensilmente o trimestralmente) si determina detraendo dall’imposta che il professionista addebita al cliente sulle fatture emesse, l’imposta che lo stesso assolve quando acquista i beni e i servizi necessari per lo svolgimento della propria attività. 
I professionisti dotati di autonoma organizzazione sono soggetti anche all’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). La base imponibile è pari al reddito professionale IRPEF maggiorato di alcune spese non deducibili ai fini IRAP quali, in particolare, le spese per prestazioni di lavoro dipendente e assimilato sostenute dal professionista per i propri collaboratori. L’imponibile così calcolato può essere ridotto imputando delle deduzione forfetarie che variano in base all’imponibile. L’aliquota da applicare varia su base regionale.

Regime delle nuove iniziative (art. 13 L. 388/2000)

Si tratta di un regime opzionale che può essere utilizzato, per il periodo d’imposta in cui si inizia l’attività e per i due successivi, dai soggetti che iniziano l’attività professionale e che, dal primo anno e per i due consecutivi, rispettano le seguenti condizioni:

  • compensi annui non superiori ad euro 30.987,41;
  • regolare adempimento degli obblighi previdenziali, assicurativi e amministrativi.

Per accedere al regime opzionale, la nuova attività professionale non deve costituire in nessun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, anche a titolo occasionale (ad eccezione della pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio della professione).
Detto regime offre i seguenti benefici:

  • il compenso non è assoggettato a ritenuta d’acconto;
  • il reddito professionale, determinato analiticamente, è assoggettato ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali nella misura del 10%;
  • non c’è obbligo di tenuta della contabilità, ma solo di conservazione dei documenti contabili (fatture emesse, fatture ricevute, schede carburante ecc.);
  • il versamento dell’IVA non è effettuato periodicamente (ogni mese o ogni trimestre), ma una volta all’anno.

Con l’applicazione di questo regime restano fermi gli obblighi di versamento dell’IRAP e dei contributi previdenziali nelle misure ordinarie.

Regime dei minimi (art. 27 c 1-2 DL 98/2011 conv. in L. 111/2011)

Si tratta di un regime naturale che prevede modalità semplificate di determinazione del reddito per il professionista che intraprende una nuova attività nel rispetto di una serie di requisiti di seguito elencati. 
Un’attività per essere considerata nuova deve soddisfare i requisiti previsti dal regime delle “nuove iniziative”: l’assistente sociale non deve aver esercitato negli ultimi 3 anni attività professionale e la professione non deve costituire in nessun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo.
Può accedere al regime il professionista che nell’anno di inizio dell’attività presuma di soddisfare le seguenti condizioni:

  • conseguire ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ad euro 30.000,00;
  • non sostenere spese per lavoratori dipendenti o collaboratori non occasionali (anche a progetto);
  • non erogare somme sotto forma di utili da partecipazione agli associati che apportano solo lavoro;
  • non effettuare acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto e di locazione, anche finanziaria, per un ammontare superiore ad euro 15.000,00.

Il regime è applicabile per il periodo di imposta di inizio attività e per i quattro successivi. Coloro che, decorso il quinquennio, non hanno ancora compiuto 35 anni possono applicare il regime dei minimi fino al periodo di imposta di compimento del 35° anno di età.
Chi aderisce al regime fiscale semplificato, oltre al vantaggio dell’imposta sostitutiva del 5% dell’IRPEF e relative addizionali regionali e comunali, ha diritto alle seguenti agevolazioni:

  • non assoggettabilità dei proventi (ricavi e compensi) a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta;
  • esonero dagli adempimenti IVA (liquidazioni, versamenti periodici e dell’acconto annuale); il professionista non addebita l’IVA a titolo di rivalsa e non ha diritto alla detrazione dell’IVA assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti anche intracomunitari e sulle importazioni;
  • esonero dalla presentazione della dichiarazione IRAP e dal versamento della relativa imposta;
  • esonero dall’applicazione degli studi di settore;
  • esonero dall’obbligo di inviare le comunicazioni delle operazioni rilevanti ai fini IVA (c.d. “spesometro”) nonché dei dati relativi alle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata (“black list”);
  • esonero dalla tenuta della contabilità, con l’obbligo della conservazione dei documenti contabili (fatture emesse, fatture ricevute, schede carburante ecc.).

Tabella riepilogativa

TIPOLOGIA IRPEF IRAP IVA
Regime Ordinario
  • aliquote IRPEF a scaglioni
  • reddito assoggettato a ritenuta d’acconto del 20%
Soggetto se in possesso diautonoma organizzazione Liquidazione e versamento dell’IVA mensile o trimestrale
Nuove iniziative
  • imposta sostitutiva del 10%
  • reddito non assoggettato a ritenuta d’acconto
Soggetto se in possesso diautonoma organizzazione Versamento dell’IVA annuale
Contribuenti minimi
  • imposta sostitutiva del 5%
  • reddito non assoggettato a ritenuta d’acconto
Non soggetto Esonero dagli adempimenti IVA

Fonte: www.cnoas.it